
89 - Il frate mi saluta e scappa correndo. C’è la campana che chiama per la Compieta, l’ultima preghiera della giornata (vedi orario). Anch’io mi affretto. Non voglio perdere l’inizio della funzione. La chiesa è quasi vuota. Mi siedo, ancora una volta, nel banco davanti. Alle 20.30 in punto, vedo emergere, dalla penombra della navata laterale fino alle luci del presbiterio, quelle figure dalle scenografiche vesti bianche. Provo ancora una forte emozione. Inizia il canto lento, tranquillo, quasi parlato...
Nella chiesa immersa in un silenzio totale ed irreale, l’unica voce è la preghiera dei frati. L’atmosfera è quanto di più bello e suggestivo abbia mai vissuto finora. “Salva nos, Domine, vigilantes, custodi nos dormientes, ut vigilemus cum Cristo et requiescamus in pace”. È l’antifona al Nunc dimittis recitata in un latino comprensibile anche per me. Questa dolce melodia mi dona pace e tranquillità: la tenera sensazione di non essere abbandonato nel buio della notte.
Un frate che asperge i confratelli e i fedeli con l’acqua benedetta è l’atto conclusivo di questa funzione liturgica.
90 - Con un sommesso brusio la gente lascia la chiesa. Le luci si spengono. Torna a regnare il silenzio. Ma è uno strano silenzio, ricco di suoni: si sentono i grilli e gli usignoli cantare! È la natura, con le sue voci, che entra tra i muri di questa chiesa e si unisce al canto delle pietre di Sant’Antimo. Davanti alla Madonna, in muta preghiera, inginocchiati sui banchi o sul nudo pavimento, i frati recitano il rosario: si confidano con la loro Mamma del cielo. Dopo una giornata scandita dalle liturgie, dopo l’ultima preghiera della sera, ancora questi sacerdoti desiderano dissolversi in Dio...
Finché in chiesa ci sono i frati, le porte non saranno chiuse. Io non vorrei uscire. Sento la pace che regna sovrana.

91 È strano, la chiesa è vuota ma non mi sento solo. C’è una presenza impalpabile che vive fra questi muri. Non odo nessun rumore, ma questo silenzio parla. Questo silenzio è pace, la sua voce è l’armonia. Qui è tutto così perfetto, unico, insolito, essenziale. Qui c’è l’arte, la storia, la bellezza, la natura, il canto, la preghiera, la fede. Qui c’è l’uomo. E c’è Dio.
Fuori, i campi attorno a Sant’Antimo brillano di lucciole.
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