ordo antiquus e ordo novus

Come si è detto i canonici regolari utilizzano la regola agostiniana. Ma la regola, rinvenuta nel XI sec., presentava due diverse redazioni: la prima, che darà origine all’ordo novus - canonici di Prémontré, canonici di san Rufo, canonici di Arrouaise - di una grandissima austerità monastica, comprendeva, l’ordo monasterii e la regola, o preceptum, la seconda, all’origine dell’ordo antiquus - canonici Lateranensi, canonici di San Maurizio - riportava il solo preceptum più mitigato e spiritualmente molto ricco.

Molto presto sorsero questioni in merito all’interpretazione della regola. I canonici dell’ordo antiquus vivevano con una misurata austerità, mentre gli altri (ordo novus) esaltavano una severità più grande sul modello dell’Ordine cistercense: vestiti di lana bianca senza biancheria, astinenza perpetua, digiuno continuo o almeno dalla metà dell’anno.
L’ordo antiquus s’impose più a lungo nel Sud, dove i canonici riformati avevano mantenuto il loro ministero di un tempo. L’ordo novus si diffuse invece nelle zone rurali del Nord dove nuove Chiese vennero fondate in un contesto ecclesiale ove il ministero era già assicurato, e assunse un carattere più marcatamente monastico e religioso.
Dopo vari interventi dei suoi predecessori, in particolar modo a Prémontré nel 1126 e 1128, Innocenzo II impose nel 1137 l’abbandono dell’ordo novus favorendo l’altra più regola più sobria e meno prescrittiva.

Recenti studi stilistici e paleografici hanno dimostrato l’autenticità del preceptum, attribuibile a tutti gli effetti ad Agostino. L’ordo monasterii invece sarebbe stato scritto successivamente, forse da Alipio, in una forma molto giuridica e prescrittiva adattata alle condizioni geografiche e culturali dell’africa del nord di quel tempo.

Per le comunità di canonici regolari non esiste un governo centralizzato, né una unità di osservanza. Se troviamo in tutte le cattedrali e collegiate i grandi tratti della spiritualità canonicale quali il servizio a una Chiesa con la liturgia, la cura animarum - a differenza dei monaci - lo stato clericale, la vita comune nella povertà, l’ospitalità, certi aspetti sono più sviluppati di altri a seconda del tipo di fondazione.

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Pagina modificata il: Sabato, 22 ottobre 2005