Allalba dellanno 900 la società feudale, ordinata dalla legislazione carolingia, subì una profonda crisi. La commistione tra potere temporale e spirituale aveva letteralmente ingabbiato la Chiesa comprimendone la libertà.
Spesso i signori feudali provvedevano alle abbazie e ai monasteri e gli abati diventarono così i loro fedeli vassalli. La vita religiosa illanguidì e il termine chierico, o canonico fu via via utilizzato solo per definire la carica pubblica cui era collegato un beneficio stabile.
Molti canonici abbandonarono la vita comune ed iniziarono la convivenza con una donna per trasmettere ai figli il proprio beneficio e la propria eredità.
La convivenza di un chierico con una donna vene definita e condannata come nicolaismo e lalienazione o la cessione del beneficio ecclesiastico si chiamò simonia .
Per i canonici è il fallimento della riforma di Luigi il Pio, che, a distanza di quasi due secoli, si rivelerà, per molti aspetti, carente. È la dimostrazione dellinadeguatezza delle regole fino a quel momento adottate e che non osarono puntare su una povertà più radicale ed evangelica.
Anche per lordo monasticus le cose non andarono meglio: la riforma monastica tentata ad Acquisgrana, ispirata da San Benedetto di Aniane (821), non ebbe effetti durevoli e, già allinizio del X secolo, lOrdine Benedettino venne a trovarsi in uno stato veramente pietoso. Molte abbazie erano state distrutte da guerre locali e altre erano cadute sotto il controllo di abati laici che non avevano alcun interesse a ristabilire la vita regolare.
Questo scompiglio, spesso enfatizzato dagli storici dei secoli XI e XII, ingenerò, in molti ambienti, una reazione forte e complessa che erroneamente è definita da molti storiografi moderni riforma gregoriana.
In realtà il movimento di rinnovamento della Chiesa del sec. XI, non partì dai vertici, che lo accoglieranno solo più tardi, ma dalla base, dal popolo.
I fedeli e i nuovi candidati al sacerdozio, alla ricerca della povertà e della purezza iniziale della Chiesa, non si riconobbero più nelle strutture carolingie e caddero in una profonda crisi spirituale rimettendo in discussione i principi sui quali era fondata la società cristiana.
Questo movimento, il cui slogan sarà uno solo: ad instar primitivæ Ecclesiæ, venne chiamato movimento apostolico, perché portò in sé il desiderio di un ritorno alla purezza della Chiesa apostolica, la Chiesa degli Atti. Esso produsse grandi cambiamenti nella Chiesa ma ebbe anche i suoi eccessi, sfociando in alcune eresie.
Il monastero di Cluny, fondato allinizio del secolo X, nascerà come reazione forte alla situazione precaria dellOrdine nero, tentando di riportare la disciplina attraverso un ritorno alla regola e al Capitulare Monasticum di Benedetto dAniane. Lo stile di vita dellabbazia borgognona ebbe successo ed esercitò una grande influenza diffondendosi in tuttEuropa.
Molti altri Santi laici, appoggiati da principi e nobili, tentarono nuove vie per i monaci: San Romualdo (1027), padre dei camaldolesi, San Giovanni Gualberto (1073) dei vallombrosani, Roberto di Molesmes ( 1111) dei cistercensi, San Bruno (1101) dei certosini. Essi volevano condurre una vita veramente povera ed evangelica recuperando la tradizione monastica primitiva: vita solitaria, rinuncia a qualsiasi beneficio, ripresa del lavoro manuale, povertà nei vestiti e nel cibo, semplificazione della liturgia.
Questo impulso di riforma, ebbe grande influenza anche sullordo canonicus. I primi movimenti di riforma canonicali sorsero a livello diocesano. Nel 1039, quattro canonici di Avignone, ottennero dal vescovo lapprovazione per ritirarsi a vivere religiosamente nella Chiesa di San Rufo, da questa prima comunità sorgerà lOrdine dei canonici di San Rufo.
Nel 1048 i canonici della cattedrale di Lucca rinunciarono a tutti i loro beni, nel 1056 è il turno dei canonici di Atino, che offrono se stessi ed i loro beni personali al loro vescovo Leone, per camminare sui passi degli antichi padri.
Anche larcivescovo di Firenze, futuro papa Nicola II (1061), approvò nel 1058 la riforma intrapresa dai canonici di San Giovanni Battista che volevano tornare ad uno stile di vita comunitaria ad instar primitivæ Ecclesiæ.