Carlo Magno (814) intervenne nella storia della Chiesa con un fortissimo senso unificatore e accentratore. Egli volle che tutti i monaci dellImpero si adeguassero alla regola benedettina, sopprimendo molte altre tradizioni locali antichissime come quella colombaniana dei monaci irlandesi.
Quanto ai sacerdoti, essi avrebbero dovuto tutti abbracciare una regola e diventare canonici. Limperativo era: O monaci o canonici, senza alcun spazio per il sacerdozio secolare che era ancora considerato unautentica anomalia.
Anche a livello liturgico i successori di Carlo Magno vollero che, in tutto limpero, si celebrasse secondo il rito romano utilizzando un solo tipo di canto monodico: il gregoriano.
La regola di Crodegango ebbe una vasta diffusione ma non piacque ai canonici che la consideravano troppo prescrittiva, sterile e priva di indicazioni spirituali derivanti dalla sapienza dei Padri.
Per superare questo scoglio e dare anche ai canonici una regola degna di questo nome, limperatore Luigi il Pio (840) indisse, nell817, il concilio di Acquisgrana e ne promulgò una nuova.
Redatta da un giurista dellImperatore, il sacerdote Amalario, la nuova regola di Acquisgrana, riprende la regola di Crodegango aggiungendovi ben 65 capitoli di citazioni agostiniane e patristiche.
I decreti attuativi del concilio prevedono listituzione di severe scuole per la formazione degli aspiranti canonici, lo studio del canto gregoriano, diventato ormai lunico canto dellImpero carolingio, lobbligo della vita comune, ma lasceranno ai canonici le loro proprietà personali.
Sotto la pressione imperiale la riuscita fu spettacolare: si edificarono o restaurarono chiostri di canonici in Gallia, Renania, Svizzera, Italia e Spagna. La vita comunitaria fiorì in tutti i paesi spesso con unimpronta molto rigorosa e monastica. Ovunque i canonici si prendevano carico di ospizi per i pellegrini e gli ammalati, fondavano grandi scuole e si occupavano sopratutto della celebrazione della liturgia pubblica.